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Archeologia nel territorio (testi di Ignazio Gennusa)
Le ricognizioni archeologiche del territorio effettuate dal Laboratorio di Storia, Archeologia e Topografia del Mondo Antico della Scuola Normale Superiore di Pisa (1998-2002), hanno portato alla individuazione di numerosi siti di insediamento e/o frequentazione che vengono sintetizzati nelle fasi di seguito riportate.

I siti pre- e protostorici
Gli strumenti in selce o ossidiana e le ceramiche d’impasto collocabili in un orizzonte genericamente pre- e protostorico, senza al momento possibilità di una scansione cronologica articolata, compaiono in 23 siti; tra questi, solo 14 hanno altre fasi di occupazione successive.
Mentre i siti di Entella, Piano Cavaliere, o l’area abitata gravitante sul Monte Gurgo, sono definibili siti sommitali, in posizione dominante e con possibilità di difesa, il resto degli insediamenti occupa aree aperte, di medio o basso pendio o più spesso di fondovalle, collocandosi talvolta in zone perifluviali che in seguito non verranno più abitate (ad esempio i siti  Carruba di Caccia, presso il corso del Belice, o  Conigliera, prossimo al Vallone Vaccarizzo).

La fase arcaico-classica (fino al 409 a.C.)
Sono stati individuati 32 siti riferibili a questo periodo. Questa fase risulta abbastanza consistente, anche se non è possibile distinguere tra una occupazione di epoca arcaica ed una di epoca classica. I siti inquadrati in questo ampio periodo cronologico sono caratterizzati, infatti, essenzialmente dalla presenza di ceramica indigena ingubbiata e dipinta, attestata con scarsa evoluzione formale almeno dal VII a tutto il V sec. a.C.

La fase tardo-classica ed ellenistica (dal 409 al 31 a.C.)
Lo studio dei materiali e l’analisi comparata degli insediamenti individuati ha permesso di attribuire con certezza al periodo compreso tra il IV ed il I sec. a.C. 51 siti. Questi sono raggruppabili in categorie diverse: 18 sono preceduti da una fase insediativa di età arcaico-classica; di questi, 13 sono databili alla prima età ellenistica (fine IV-inizi III a.C.) e non presentano successive fasi di insediamento, fatta eccezione per rari casi di frequentazioni o occupazioni molto più tarde (romano-imperiali, tardoantiche, medievali); a questo nucleo si affiancano 7 siti occupati esclusivamente in età ellenistica, 3 riferibili alla fase di IV/III a.C., 3 al II a.C. e 1 s.d.35; 19 insediamenti nascono in età ellenistica (1/3 databile nel IV/III e 2/3 nel II/I sec. a.C.) e proseguono – quasi sempre caratterizzati da un considerevole sviluppo – in età imperiale; per 7 siti, infine, la fase ellenistica rientra in un quadro insediativo pluristratificato, che copre lunghissimi archi temporali, a partire da epoca pre-protostorica fino ad arrivare al Medioevo: il primo fra tutti il sito di Entella.

 

 

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La prima e la media età imperiale
I siti individuati sono 32, a cui si aggiungono 10 tracce di frequentazioni (che hanno restituito non più di 1 o 2 frammenti ceramici).

La tarda antichità (IV-VII sec. d.C.)
Per l’età tardo antica (IV-VII sec. d.C.) è stata rilevata la presenza di 30 siti individuabili come sede di occupazione stabile, e di 10 aree oggetto di frequentazione, verosimilmente sporadica (caratterizzate dal rinvenimento di non più di uno o due frammenti attribuibili al periodo in questione), cui sono da aggiungere altri 3 casi di frequentazione dubbia.

La fase medievale
L’esame della documentazione materiale dai siti finora esaminati ha consentito di attribuire ad epoca post-classica 47 siti e 7 tracce di frequentazioni.

 

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