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      Rizzuto Antonino

         fondatore della Congregazione  "Madonna della Favara"
 


Alla mia malattia promisi la congregazione a Maria SS. della Favara la seconda domenica di giugno che era la data del giorno 11 mi sono messo davanti la chiesa e cominciai a scrivere a quelli che volevano appartenere. O scritto a quattro persone erano Luigi Mangiaracina, Vito Musacchia, Nicolò Riggio e Antonino Gurpi. Questo fu nell'intervallo di entrare l'ultima messa, a mezzogiorno e arrivato il prete don Pepé
Barone e cominciò a rimproverarmi che omini come omini non
anno potuto e figurati te, io gli risposi, gli altri non l'anno fatta e io devo farla.
Dopo a risposto Giuseppe Tamborello fu Pietro e gli disse lasciate che fa sono rimaste tante cose indietro e questo con gli altri, il prete come fosse che gli volevano i suoi beni. Per il mezo e andato subito a vestirsi ed a celebrare la messa il popolo vedendo il parlare a quel modo non fui capace scrivere più uomini da quel momento dopo la messa la gente mi dicevano che erano scritti quattro uno per punta sono abbastanza io gli risposi fmo all'otto di settembre ci parleremo e mi poggiavo a sedere avanti a tutti e la gente basta che vuole li pagherà e neppure un rifiuto, il calcolo che io facevo ci volevano 4 lire cadauno e rimanevano contenti, il 16 luglio sono andato a Chiusa Sclafani per contrattare i ritratti di Maria SS. che li faceva Don Antonino Russo da Chiusa e mi voleva tre lire l'una senza levarci un centesimo io mi sono preso una e la pagai tre lire e subito ritornai in paese e sono andato a raccondarlo al signor Don Cocò Genovese e lui mi a dato coragio non ti biliare che io scrivo a Palermo da un mio amico e li avremo più buoni, mi a dato consigli diedi il ritratto e don Cocò a fatto tutto.
Li 30 luglio sono andato a Bisaquino per parlare per li abiti mi anno fatti vedere tanti e non mi piacevano dopo chi o girato diversi casi di famiglia sono andató alla Batia della grazia a parlare coi monachi e la o fatto negozio a sei lire luna a darci i ritratti io, fino al 6 agosto ancora don Cocò non aveva nessun risultato per i ritratti che a scritto a Palermo io il medesimo giorno sono andato a Chiusa e comprai un altro ritratto e lo portai a Bisaquino per farmi il campione e di comingiare a lavorare di dietro fmo che arivasero i ritratti così siamo rimasti il 13 agosto la matina presto sono andato a bisacquino alle monache e mianodato il campione e ritornai subito in paese e sono arivato 2 ore fatto giorno il quale che la gente non anno sortito fori della chiesa per la prima messa io mi sono melo nella porta della chiesa con un piccolo tavolo e una tovaglia di chiesa e il cambione delabito santo sul tavolino e la gente che guardavano con maraviglia e tanti persone che si scrivevano fino a mezzogiorno aveva più di 50 personi scritti, pasato un poco di giorni le monachi mi anno scritto che non avevano li ritratti non facevano a tempo di finirli fina il giorno otto settembre per cominazione anno arivati il giorno 27 agosto miamandato a chiamare don Cocò e mi dise alegro Antonino che sono rivati.
La prima uscita della congregazione e stata il giorno di Pasqua 1883.
Nota - Il presente testo é stato trascritto dall'originale manoscritto di Antonino Rizzuto, conservato attualmente dalla famiglia Glaviano Andrea. Il manoscritto riporta anche altre notizie sulla fondazione della Congregazione.