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Le tre parole “Madonna della Favara” a Contessa Entellina solitamente si riferiscono all’immagine sacra, alla chiesa, alla processione, alla parrocchia, alla vara, alla confraternita.

L’immagine della Madonna della Favara (dipinta su lastra di pietra o mosaico), secondo la tradizione, fu trovata presso la fontana Favara. Si presume che questa immagine sia la “Odigitria di Calatamauro”, il mosaico esposto alla Galleria Regionale di Palermo (via Alloro). L’attuale statua della Madonna della Favara., scolpita da Benedetto Marabitti di Chiusa nel 1652, in molti aspetti (viso e posizione delle mani di Gesù Bambino e della Madonna, ecc.) assomiglia perfettamente alla Odigitria di Calatamauro. La statua é stata restaurata nel 1978 (eliminate le crepe del legno e rifatta l'indoratura).

Per custodire l’immagine trovata, nelle vicinanze della fontana fu costruita una cappella. Considerando che già nel 1603 era sede della confraternita "Compagnia della Madonna della Favara", questa chiesa certamente fu costruita nel secolo XVI.

Fino all’inizio del secolo XVIII fu una chiesetta rurale, fuori dal centro abitato: il quartiere “Madonna della Favara é riportato per la prima volta nel rivelo del 1714.

E’ stata più volte ampliata e abbellita col concorso di tutti i contessioti (lavori dal 1751 al 1771; lavori dopo il crollo del 1843; dopo il  terremoto del 1968 restaurata e riaperta al  culto nel 1997).

 

Il Vescovo di Girgenti, con decreto del 18 agosto 1660, autorizzò la processione per  solennizzare la festa della Madonna della Favara il giorno otto settembre di ogni anno.

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Il vescovo di Girgenti il 9 dicembre 1698 istituì la parrocchia di rito romano, con sede provvisoria nella cappella rurale della Madonna della Favara.

Per meglio solennizzare la festa della Madonna della Favara, la statua viene portata in processione con l’artistica vara del 1838, costruita col contributo di tutti i contessioti (170 onze). La vara, opera di particolare interesse storico-artistico soggetta  alla tutela della Soprintendenza alle Belle Arti, é stata restaurata nel 1984.

 La “Congregazione della Madonna della Favara”, istituita nel 1882,  é la  Confraternita attuale più antica e numerosa di Contessa.

La festa dell'otto di settembre è il momento più importante dell'anno perché si celebrano i festeggiamenti in onore di Maria SS. Della Favara (fonte, vicino la chiesa di rito latino dove si racconta venne trovata l'effigie della madonna).

La Madonna è stata per molto tempo fino quasi ai giorni nostri motivo di contesa tra i due riti presenti a Contessa, quello greco e quello latino, gli storici contessioti infatti ci danno notizia di moltissime epistole spedite da questa o da quella parte a vescovi e alte cariche della chiesa.

Il dato che emerge è che la parrocchia di rito latino detiene per tutto l'anno la statua mentre quella di rito greco organizza i festeggiamenti (anche se questa cosa oggi si è molto ridimensionata).

La mattina dell'otto di settembre il vescovo dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, il papàs (ricoperti da paramenti preziosi) accompagnati dai fedeli (vestiti con i costumi albanesi) salgono in processione nella chiesa latina dove vengono attesi dai fedeli di rito latino e celebrano la funzione.

Nel pomeriggio la Madonna prima viene impreziosita con gli oggetti in oro donati nei secoli dai devoti e poi posta nella "vara" (di legno massiccio e adornata con preziose rifiniture).

 Di sera si preparano i "portatori" (i giovani più virili del paese uniti in una congregazione) che in numero considerevole (circa 70 persone) caricano sulle loro spalle la "vara".

Prima sfilano il vescovo e i preti, dopo i fedeli disposti in due lunghe file (molti dei quali scalzi) con le candele accese, poi la vara, la banda e le persone al seguito.

E' un'emozione fortissima assistere alla processione… le vie strette del paese e tortuose che vengono riempite dalle luci delle candele… l'aria fresca di settembre, la preghiera, la gente devota… il calore dell'atmosfera riescono a lasciare al turista ma anche a chi non è mai mancato all'appuntamento emozioni incredibili.

Durante il tragitto vengono effettuate varie fermate nelle quali si prega e si canta, in una di queste, su di un belvedere che da sullo Spiazzo Greco, vengono effettuati i giochi pirotecnici.

Alla fine i "portatori" stremati si esibiscono nella salita davanti la chiesa latina, prima di entrare "in un sali e scendi" con la "vara" che, considerando la stanchezza, assume spesso toni drammatici… ma loro salgono e scendono di corsa ogni anno per nove volte e anche più, vincendo le resistenze di quelli che unendosi in una catena umana vorrebbero portare la "vara" dentro  la chiesa… alla fine, però, è proprio la catena umana a "vincere", la vara viene posta sul sagrato e la gente accorre per prendere un lembo di bambagia strofinato sulla fronte della Madonna e per pregare un'ultima volta.

I "portatori" gridano di felicità, si mettono, quasi ad abbracciarla, vicino la "vara" (foto e riprese rituali) e poi un ultimo sforzo fin dentro la chiesa.

Bisogna anche dire che la festa inizia alcuni giorni prima della processione e si consuma lentamente attraverso l'esibizione di gruppi folk, orchestre, gruppi teatrali, artisti famosi creando per una settimana circa nel paese un'aria di festa, una festa piena di storia, di devozione, una festa vera, partecipata dai contessioti residenti ma anche da quelli emigrati tanti anni fa che spesso ritornano da tutte le parti del mondo o che partecipano indirettamente attraverso offerte in denaro affinché la "festa" si rinnovi, "tutti i contessioti" contribuiscono al rinnovarsi della festa…